Tra il XVI e il XVII secolo, l’Europa assiste a un fiorire senza precedenti di biblioteche, nate dall’ambizioso, quasi illusorio, tentativo di dominare l’intero scibile umano. In questo clima di fermento culturale, esse sorgono ovunque: nelle accademie, nelle università e, con particolare sfarzo, nei palazzi delle grandi famiglie nobiliari, dove la conservazione del sapere diviene simbolo di prestigio e potere. In questo contesto di respiro internazionale — che vede la nascita della Vaticana (1475), della Bibliothèque Nationale di Parigi (1537), della Marciana di Venezia (1544), dell’Escorial di Madrid (1565), della Medicea Laurenziana (1571), della Bodleiana di Oxford (1602), dell’Angelica di Roma (1604) e dell’Ambrosiana di Milano (1609) — si inserisce l’eccezionale vicenda della Biblioteca Barberina. Il presente volume ripercorre la storia di questa straordinaria raccolta libraria, fondata nel XVII secolo da papa Urbano VIII e costantemente accresciuta dal nipote, il cardinale Francesco Barberini. Attraverso un’accurata analisi storica, il volume indaga l’evoluzione della collezione dal 1623, anno dell’ascesa al soglio pontificio dei Barberini, fino al 1902, quando l’intero patrimonio di volumi e arredi venne acquisito dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, segnando la fine di un’epoca ma garantendo la perpetuità di un tesoro inestimabile. L’autrice analizza con rigore documentario il legame indissolubile tra collezionismo librario e identità dinastica, offrendo un affresco vivido di uno dei centri culturali più influenti della Roma barocca.
Materiam superabat opus. La collezione d’arte dei principi Barberini tra vincoli e vendite nei documenti del XIX secolo
€24.00 Iva assoltaISBN 979-12-5544-044-4, prima edizione: aprile 2024, pagg. 124

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