A cura di Stefano Garzonio
Con una prefazione di Giovanni Maccari
“Si presentano qui le memorie di Carlo Crespellani, ufficiale del regio esercito italiano fino al settembre 1944 e medico radiologo, nonché nonno del compilatore del presente lavoro. L’idea di scrivere di vite che non sono la propria è molto in voga oggi, è una branca della cosiddetta nonfiction. Forse è un riflusso dell’onda di narrazione universale che in questi ultimi tempi si è allargata dappertutto, secondo l’assunto alquanto stucchevole che tutto vada raccontato secondo le regole, in genere per venderlo meglio: la narrazione di un prodotto, la narrazione politica. Mentre la vita di una persona non è una narrazione, è un insieme di cose che procedono a caso e producono effetti di urto e di rimbalzo. Inventarla sarebbe impossibile e raccontarla secondo le regole equivarrebbe a farla diventare un’altra cosa, una cosa magari rispettabile ma del tutto diversa da quello che è stata.”
Dalla Prefazione di Giovanni Maccari
Attraverso una fedele operazione filologica, Stefano Garzonio restituisce i diari, gli appunti e i taccuini del medico radiologo e ufficiale dell’esercito Carlo Crespellani. Che sia anche suo parente (nonno materno) non toglie vividezza a questa straordinaria testimonianza del secolo passato. Gusto della cronaca e dell’analisi, intento memorialistico prima a se stesso e poi al mondo, nonché libero sfogo dei sentimenti più tristi e angosciosi: tutti elementi di una scrittura nata privata, ma ora regalata al pubblico, che declina ancora una volta il tema della storia personale nella Storia, e aiuta nella costruzione di una identità collettiva e personale forte e radicata.

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