Vladimir Tučkov (1949-2021) poeta, romanziere e performer, in epoca post-sovietica si distingue grazie a una narrativa breve dall’umorismo sferzante, con cui descrive la Russia nel passaggio cruciale tra i temerari e inquietanti anni ‘90 e il nuovo millennio. Stilizzando l’intento pedagogico di Lev Tolstoj nei Quattro libri di lettura, Tučkov genera un sottile dileggio dell’atto educativo e di espiazione morale del popolo russo. Lo shock da capitalismo, gli stravolgimenti sociali e di costume trovano riflesso in picaresche corse al denaro, nelle gesta d’improvvisati faccendieri, di potenti senza scrupoli, avidi o poco sobri. I vizi e le virtù dei semplici si confrontano in modo ineluttabile con entità assolute e degeneri, quali il potere poliziesco, il Partito unito e il Presidente unico. Mutanti dell’homo sovieticus e affetti da una forma incurabile di fatalismo, i personaggi, quasi attoniti, si districano in quotidiane vicende surreali dalle soluzioni iperboliche e un po’ naif. La durezza della realtà narrata sbatte nella levità di uno stile aneddotico prodigo di ilarità, ma anche di quello sconcerto che inevitabilmente scalfisce il riso del lettore, ne scuote l’animo, ne ridesta la coscienza.
Leningrado underground. Testi, poetiche, samizdat
€33.00 Iva assoltaISBN 9788885629806, prima edizione: aprile 2020, pagg. 522, disponibile in Open Access

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