Spada e Medioevo formano un’endiadi indissolubile, per lo meno nel nostro immaginario, anche quando esso inventa mondi paralleli, come quello di Games of Thrones, non a caso tradotto in italiano come Il trono di spade. Ma cosa fu davvero quest’arma per gli uomini dell’Età di Mezzo? Dalla noblesse d’épée alla dottrina delle due spade, dalla spada nella roccia di Artù a quella di San Galgano, dalla inflessibile Durendal di Rolando alla spada spezzata di Perceval (e del Signore degli Anelli), intorno alla spada si è aggregato un ramificato cespo di miti, concetti, storie e tradizioni, che appare oggi quasi inestricabile, e affonda le sue radici in un passato davvero lontanissimo. Questo volume, che si indirizza non solo allo specialista ma più in generale al lettore colto, interessato al Medioevo, illustra le principali strutture di questo imponente complesso culturale, e cerca di dissipare un poco l’oscurità che da secoli lo circonda, ma è anche una grande storia delle storie legate alle più celebri spade della tradizione feudale e cavalleresca.
Prima parte di un ampio trittico dedicato tutto al tema della spada, l’indagine costituisce una sorta di introduzione generale alla simbolica di quest’arma, e sarà seguita da un secondo volume specificamente dedicato ai temi principali della cultura della spada, e a un tomo conclusivo, vertente sul codice gestuale che la vide protagonista, generando un vero e proprio sistema segnico di cui da secoli si è perduta la chiave.

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